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Corso di Autodifesa ASCO



Teach Yourself Self-Defence (Manoscritto del 1962)

Cosa faresti se un malvivente ti attaccasse? Ti difenderesti e combatteresti? O scapperesti a gambe levate? Cosa faresti nel caso una persona che ami fosse con te? Ecco la questione più importante.
Basta prendere in mano un giornale e leggere quante aggressioni capitano, non solo nelle periferie, ma anche nelle zone centrali delle città, per capire quanto ci sia bisogno di metodi di autodifesa.
Un vecchio e affidabile proverbio dice: “uomo avvisato, mezzo salvato”.
Lo scopo dei miei appunti sull’autodifesa non è soltanto quello di avvisarvi, ma di premunirvi dandovi un’informazione pratica su cosa fare se incontrate un aggressore, non importa quanto grosso e robusto sia.

Alcuni consigli sull’autodifesa
L’autodifesa non è uno scherzo. Puoi trovarti a dover combattere duramente per evitare seri danni e devi aspettarti di essere colpito.
Il metodo di autodifesa che sto per descrivere non ti eviterà di venire attaccato, ma ti darà un’ottima possibilità di uscire vincente dall’attacco senza subire gravi lesioni. Devi accettare che possa accadere e, se il tuo avversario dovesse colpirti, almeno in quel momento devi ignorare il dolore e, invece di arrenderti, usarlo come stimolo per passare al contrattacco e vincere (tieni bene a mente che quando sei attaccato, il tuo aggressore ha una mente unilaterale, tesa unicamente alla tua distruzione, e raramente considera quello che puoi fare tu.
Se gli fai vedere che deve confrontarsi con qualcosa che non si aspettava, il suo ego offensivo si ridimensionerà del 50% e per neutralizzare il suo attacco tu avrai un vantaggio psicologico dalla tua parte).
Forse non ti sembrerà molto incoraggiante, ma le possibilità di subire un attacco possono ridursi enormemente se, quando cammini per strada, soprattutto da solo di notte e in posti isolati, resti sempre vigile e attento.
Tieni gli occhi bene aperti su ogni persona che ti sembra ti stia seguendo o che ti pare si avvicini.
Cammina nella parte esterna del marciapiede o in mezzo alla strada.
Stai attento se senti passi avvicinarsi e guarda le ombre, perché, passando vicino a un lampione, le ombre di chiunque sia dietro di te si proiettano per terra proprio davanti a te. Lo stesso accade in presenza di luci provenienti dalle case o dai fari delle automobili di passaggio.
Non appena vedi un'ombra in simili circostanze, girati immediatamente per vedere a chi o a cosa appartiene. Ovviamente, evita sempre i posti dove non ci sono luci.
In strade deserte, lo ripeto, cammina sul bordo esterno del marciapiede. Ti servirà a evitare che un malintenzionato salti fuori all’improvviso da un portone, da dietro una casa o da un giardino e ti porti via la borsa, il portafogli o peggio ancora. Esattamente per la stessa ragione, suggerisco di camminare al centro delle strade prive di marciapiedi e magari male o per niente illuminate.
Se lo ritieni opportuno, puoi anche attraversare la strada per evitare una persona sospetta. Se dovesse seguirti, per lo meno renderebbe evidenti le sue intenzioni.
Anche se sto per ripetermi, sento il dovere di sottolineare ancora una volta che il successo di un attacco dipende dalla sorpresa, e se sei abbastanza vigile da prevenire una sorpresa, il tuo contrattacco ha già più probabilità di avere la meglio.
La cosa principale è accorgersi che stai per essere attaccato, così puoi gridare e urlare, oppure concentrarti per capire come reagire nei confronti dell’aggressore. Fai più rumore possibile, perché questo, naturalmente, tende a scoraggiare i malviventi. Spero di non averti spaventato e di non averti indotto a credere che camminare per strada non sia sicuro. Di certo la mia intenzione non voleva essere questa, ma le statistiche dei giornali dimostrano che le aggressioni a persone indifese sono in aumento.

Le basi dell’autodifesa
C’è un unico principio basilare dell’autodifesa: colpire l’avversario prima possibile con l’arma più efficace e nel punto più vulnerabile.
Sebbene il principio sia uno, è meglio suddividerlo in punti più precisi e analizzarli accuratamente: l’arma, la velocità e il punto per il contrattacco.
L'Arma
Quando è possibile scegliere, consiglio di optare sempre per la gamba. E' più lunga del braccio e può assestare un colpo più pesante ed è anche molto più potente.
Così, se qualcuno manifestasse l'intenzione di aggredirti, il tuo calcio lo colpirebbe prima che sia in grado di sferrarti un pugno, se cominciate entrambi alla stessa velocità.
La Velocità
Non c'è tempo di riflettere su che tipo di difesa o arma usare. Ovviamente, se non sei pronto, sarà l'aggressore a sferrare per primo il colpo, e a quel punto la tua difesa risulterà inutile.
Solo l'allenamento può dare risultati.
Se credi che un allenamento di pochi minuti sia inutile e pensi che le probabilità di un'aggressione siano scarse, fai parte di quelle persone che incoraggiano i delinquenti ad attaccare, e nessuno potrà aiutarti se mai dovesse manifestarsi un’emergenza.
Il punto per il Contrattacco
I punti più vulnerabili per il contrattacco, se sei aggredito da un uomo, sono l’inguine, gli occhi, l’addome e le ginocchia.

Bruce Lee